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47° Rally di Sanremo: la prima volta del sudamericano Augusto Farfus

In pista ha già ampiamente dimostrato di saperci fare: velocissimo in kart quando ancora aveva i calzoni corti, Augusto Farfus (nella foto)ha attraversato giovanissimo l?atlantico per iniziare a frequentare il modo delle auto da corsa....

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In pista ha già ampiamente dimostrato di saperci fare: velocissimo in kart quando ancora aveva i calzoni corti, Augusto Farfus (nella foto) ha attraversato giovanissimo l?atlantico per iniziare a frequentare il modo delle auto da corsa. E ha continuato a vincere: fino a vent?anni in F.Renault, poi nella più impegnativa serie europea della F.3000. E? un talento il brasiliano che la scorsa stagione s?è concentrato sulle ?ruote coperte? disputando da protagonista l?Euroturismo e guadagnandosi sul campo un posto nella squadra Alfa Romeo impegnata nel World Touring Car Championship. Che, lo dice il nome, è la serie mondiale riservata alle auto Turismo.
Potrebbe bastare, per un ragazzo che ha appena compiuto ventidue anni. Invece s?è fatto convincere a essere rallista almeno per un fine settimana: la sera di giovedì 22 settembre sarà uno dei piloti che sfileranno sulla pedana di partenza del Rallye Sanremo per andare ad affrontare con una Fiat Panda Rally la ?Rosa? e poi, in rapida successione, la ?Margherita?, la ?Mimosa? e la ?Ginestra?. Insomma, le quattro prove speciali della tappa inaugurale dell?appuntamento sanremese. Quella in notturna.
?Per me sarà ovviamente una novità?, osserva il sudamericano. Dopo un primo test con la fortunata versione corsaiola della popolare ?piccolina? torinese aggiunge: ?Mi sembra comunque una specialità molto divertente, anche se molto diversa dalla pista. Innanzitutto ci sono le note, ma il primo ?assaggio? mi ha dato l?impressione che il meccanismo sia più semplice di quanto avevo immaginato: merito di Matilde Tomagnini che oltre ad avermi trasmesso la sua passione per questo tipo di corse, mi affiancherà in gara. Con lei, sinceramente, mi sono subito trovato bene e tuttavia mi rendo conto che in gara, per me, sarà tutto più difficile?.
Le differenze che ha trovato rispetto alle corse di velocità le riassume così: ?Rispetto alle gare in circuito è diversa la concentrazione. In pista si focalizza sulla vettura e sulla prestazione pura, guardando cosa fanno gli avversari. Nei rallies bisogna invece ascoltare chi ti sta di fianco e non perdersi con le note. Bisogna inoltre saper improvvisare, perché non si sa mai cosa si può incontrare dopo ogni curva?. Con la stessa efficacia sintetizza le sue impressioni sulla Panda che userà sui passi dell?entroterra rivierasco: ?Mi sembra un?auto molto equilibrata. Certo l’assetto da rally è decisamente diverso da quello da pista, ma il rollio in curva mi sembra comunque molto contenuto”.

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